D A R D E R I   B I S T R Ò
05/12/2023

Nelle giornate piovose d'inverno, o anche solo per approfondire la conoscenza della nostra città ricca di storia, un giro al museo è sempre una scelta felice. E qui a Fano il museo archeologico e la pinacoteca civica hanno una grande storia da raccontare: scopriamola insieme.

Le origini delle collezioni e del museo

Tutto comincia nel 1898 nel Palazzo Malatestiano, quando il genio di Pandolfo III ebbe la sua espressione nella creazione proprio del museo archeologico e della pinacoteca civica della città di Fano. Si pensò a tutto, e accuratamente anche alla disposizione delle opere. L'ala nord-orientale del palazzo divenne così il palcoscenico di una narrazione imperdibile ancora oggi, tessuta tra le trame degli insediamenti preistorici fanesi e la magnificenza della colonia e della città romana. Camminando tra le sale, si snodano scenografie di Giacomo Torelli (1608-1678) e collezioni di monete fanesi, con un'aggiunta di eleganti ceramiche provenienti dall'antica farmacia di Sant'Elena del XIX secolo. La pinacoteca, testimone delle gesta delle congregazioni religiose soppresse nel 1867, sfoggia una collezione di dipinti che affonda le radici nel XIV secolo e abbraccia il fervore artistico del XIX e XX secolo.

Artefatti e segreti sotto il portico quattrocentesco

Ma non è certo finita qui. Il fascino della pinacoteca si approfondisce scendendo al piano terra, dove la sezione archeologica svela il racconto di Fano e del suo territorio attraverso i secoli. Il portico quattrocentesco della Corte Malatestiana ospita il misterioso mosaico della pantera, un capolavoro databile alla metà del II secolo d.C. L'atmosfera si carica di mistero davanti a vetrine che rivelano reperti preistorici, piceni e greci, custodi di un patrimonio che sfida il tempo. Dai frammenti di vetri alle statuette, dalle lucerne alle anfore, ogni oggetto racconta una storia antica, con il cippo graccano che svela l'applicazione della Lex Sempronia nel lontano 133 a.C. e il celebre mosaico del Nettuno che incanta gli sguardi con l'immagine del dio su quadriga tirata da ippocampi.

Il curioso aneddoto della tela dell'angelo custode

Forse non tutti i fanesi conoscono questo curioso aneddoto legato ad una tela custodita proprio nel cuore della pinacoteca civica di Fano. Stiamo parlando de "L'angelo custode", un dipinto del Guercino che è il fiore all'occhiello del nostro museo. Accanto a questa tela c'è stata una bella storia da raccontare, un segreto noto a pochi. Verso la fine dell'800, il famoso poeta inglese Robert Browning, una figura di spicco nell'epoca vittoriana, visitò Fano, attratto dalle lodi della cittadina accogliente. Casualmente, si addentrò nella chiesa di S. Agostino e restò sbalordito dalla visione del capolavoro di Guercino, "L'Angelo custode". La sua ammirazione si trasformò in ispirazione, spingendolo a dedicare una poesia al dipinto. All'inizio del secolo successivo, il Novecento, il professor Lyon Phelps della Yale University, uno studioso di Browning, fece un pellegrinaggio a Fano con i suoi studenti per vedere di persona l'opera tanto decantata dal poeta inglese. Catturati dalla stessa suggestione che aveva colpito Browning, decisero di fondare un "Fano Club" in America. L'unica condizione per far parte del club era trovare una cartolina raffigurante il dipinto e spedirla con un annullo postale filatelico di Fano. Il professore e gli studenti compirono questa missione, inviando circa 75 cartoline in America. Ma la sfortuna li colpì nel 1912, quando quelle cartoline furono imbarcate sul Titanic, scomparendo tragicamente con la nave.

E dopo un pomeriggio intero trascorso al museo cosa c'è di meglio che un aperitivo rinforzato o un apericena al Darderi Bistrò? Vieni a trovarci e vedrai che tornerai sempre più spesso.

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Foto   Il Museo Archeologico e la Pinacoteca di Fano, custodi di tesori preziosi