D A R D E R I   B I S T R Ò
03/02/2024

La Fontana della Fortuna è uno dei simboli della città di Fano. Di epoca rinascimentale, ne ha viste tante, e la sua nascita non è stata poi così semplice. Scopriamo perché nel nostro articolo di oggi.

Nel 1552, il Consiglio di Fano prese una decisione epocale: prolungare la condotta dell'acqua dalla pubblica fonte allo spiazzo del Mulino presso Porta Maggiore fino all'attuale Piazza XX Settembre. Ventiquattro anni di lavoro titanico passarono prima che l'opera fosse completata, culminando nel 20 febbraio del 1576 quando l'acqua finalmente raggiunse la piazza. Una fontana ottagonale, dalle linee rinascimentali e costruita con mattoni, si erse come testimone di questo imponente sforzo. Il 14 luglio 1590, Maestro Donnino Ambrosi, noto anche come Donnino da Urbino, fu incaricato di creare una statua seguendo il modello accettato “dai Signori Confalonieri Priori, Eletti et offitiali”, come riportato nei documenti d'epoca.

Tra storia e arte: la statua della Fortuna

La scelta di decorare la fontana con la statua della Fortuna potrebbe essere attribuita ai committenti o all'artista stesso, ma ciò che è certo è che questo elemento richiama l'antico nome della città. Fano, originariamente chiamata "Fanum Fortunae – Tempio della Fortuna" potrebbe aver adottato tale nome in ricordo della battaglia del Metauro del 207 a.C. In quegli anni, la zecca locale coniava monete raffiguranti la dea Fortuna. Poco si sa dello scultore Donnino Ambrosi, tranne che nacque a Urbino, città ricca di stimoli artistici, ma si ipotizza che abbia potuto formarsi anche a Venezia. La sua opera spazia da ornamenti d'altare a fusioni di anatre per fontane, e un crocifisso ligneo che si trova nella chiesa parrocchiale di San Francesco a Corinaldo.

La sfortuna della statua tra prove e benedizioni

Il destino della statua della Fortuna si rivelò paradossalmente sfortunato. La fusione, eseguita a Senigallia, dovette essere ripetuta cinque o sei volte a causa di problemi tecnici. Il modello si ghiacciava nel maggior calore della fornace, portando il maestro alla disperazione. La soluzione fu inaspettata: benedire la fornace, il modello e la forma. "Per grazia di Dio", secondo le credenze dell'epoca, la statua emerse finalmente bellissima. Arrivò a Fano nel marzo del 1594 ma non fu immediatamente collocata sulla fontana a causa della sua nudità eccessiva. Rimase temporaneamente in una nicchia del Palazzo Pubblico fino al 1611, quando fu finalmente posizionata sulla fontana. Nel 1630, si propose di fonderla nuovamente per farne una statua della Madonna del Rosario come voto per la peste. Dopo varie vicissitudini, dall'inizio del Novecento, l'opera fu esposta nel museo civico, sostituita da un'identica fusione in bronzo che tornò a zampillare l'acqua in Piazza XX Settembre. Insomma, la Fontana della Fortuna rappresenta non solo un simbolo architettonico di bellezza ma anche come una testimonianza artistica di tenacia e creatività. La sua storia, intrisa di sfide e trionfi, si intreccia con la trama della città stessa.

Un viaggio nella storia e nel gusto a Fano

La Fontana della Fortuna di Fano, con la sua storia di sfide e trionfi, rimane perciò un emblema impareggiabile nella nostra cultura cittadina. Per immergersi ancora di più nella sua essenza, ti invitiamo a passare al Darderi Bistrò, dove potrai assaporare un aperitivo, un caffè o un pasto veloce, secondo i tuoi gusti. Scoprirai non solo la ricchezza di questa antica città, ma anche il piacere di condividere un momento speciale con l'arte, la storia e la gastronomia di Fano.

 

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Foto  La storia della Fontana della Fortuna, uno dei simboli di Fano